• Americo Bottani

Un sogno diventato realtà

A colloquio con Chiara Cantoni, campionessa europea nel doppio pesi leggeri.


La stagione agonistica 2019 sta per volgere al termine. Una stagione a dir poco esaltante per la nostra società, coronata da tutta una serie di ottimi risultati in campo nazionale e da tre selezioni con la maglia rossocrociata, ricompensate da altrettanti “podi”. Ci riferiamo a Neel Bianchi (bronzo nel doppio alla Coppa della gioventù di Corgeno), Filippo Ammirati (bronzo agli Europei U23 di Ioannina nel 4 con timoniere) e Chiara Cantoni, campionessa europea U23 nel doppio pesi leggeri in compagnia di Olivia Nacht del RC Baden, ciò che rappresenta una prima in assoluto nel panorama remiero cantonticinese. Chiara ha saputo raggiungere questo prestigioso risultato al suo primo anno nella nuova categoria.

Subito dopo gli Europei, Chiara Cantoni si è trasferita a Sydney per approfondire le sue conoscenze della lingua inglese e, naturalmente, per fare nuove esperienze in una nazione dove il canottaggio è uno degli sport più praticati. Ci siamo intrattenuti con l’atleta mentre passeggiava nei pressi della famosa Sydney Opera House.

Chiara, come ti sei avvicinata al canottaggio?

Casualmente sono capitata al Club Canottieri Lugano nel giorno di “Sportissima”, dove ho conosciuto Claudio Pagnamenta, l’attuale presidente della società. Grazie a lui mi sono subito trovata molto bene e così deciso di proseguire il cammino.

Come giudichi la stagione agonistica 2019?

Per quanto riguarda le gare nazionali devo dire che non mi aspettavo questi risultati, essendo il mio primo anno nella nuova categoria. Il titolo europeo è stata la cosiddetta “ciliegina sulla torta”.

Raccontaci la tua esperienza ai campionati europei di Ionannina?

Non saprei bene cosa dire. È stata un’esperienza fantastica. Fisicamente non sono mai stata così “asciutta” in tutta la mia vita. Ma ne è valsa davvero la pena mettersi a dieta. Per quanto riguarda le batterie volevo assolutamente evitare i ripescaggi. Questo era il nostro obiettivo. Abbiamo di conseguenza impostato la gara in tal senso. Invece per quanto attiene la finale, dai tempi delle batterie risultavamo le favorite e anche gli allenatori ci avevano fatto capire che per noi c’era la possibilità di vincere questo europeo. Devo dire che tutte queste aspettative mi hanno messo un po’ di agitazione. Credo, comunque, di essere riuscita a gestire nel modo migliore il mio stato d’animo.

Sinceramente, il titolo rientrava nei tuoi obiettivi?

Il mio obiettivo era poter essere presente in Grecia e, successivamente, poter essere presente alla finale. Dopo l’eliminatoria abbiamo capito che potevamo puntare al podio ma non al titolo. E, detto molto onestamente, non me ne rendo conto ancora adesso.

Che ruolo ha avuto l’allenatrice Paola Grizzetti nella tua rapida ascesa nella gerarchia del valori nazionali?

Senza Paola non sarei mai andata da nessuna parte. Non posso far altro che ringraziarla per quanto ha fatto e continua a fare per me.

Visto il risultato agli Europei, non rimane il rammarico della mancata selezione per i “mondiali” di Sarasota?

Un po’ sì. Si vede che lo staff tecnico federale, in quel preciso momento, non mi aveva ritenuto all’altezza. Comunque, adesso, il “mirino” è già rivolto alla prossima stagione.

A Sydney hai già preso contatto con una società remiera?

Sì. Ho scelto l’UTS Haberfiel, club universitario, uno dei più importanti in Australia. Non potrò allenarmi tutti i giorni sull’acqua in quanto è troppo distante da dove abito. In ogni caso troverò il modo di svolgere allenamenti alternativi.

Ci puoi descrivere la tua giornata tipo a Sydney?

Debbo ancora organizzarmi. Quotidianamente vado a scuola e nel tempo libero mi alleno. Sento molto la mancanza della mamma. Debbo occuparmi della cucina e delle pulizie di casa. Ci tengo inoltre a visitare un po’ la città.

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